MAURITIUS CORNELIUS ESCHER
GRIGLIA DELL'OPERA "PRINT GALLERY"

La scala della griglia aumenta con continuità in senso orario, ma questo artificio fa in modo che si crei un buco nel mezzo. Alcuni matematici hanno visto nella griglia un piano di Riemann e nell'irregolarità centrale una singolarità. Escher non trovò alcun modo per saldare quel buco, quindi lo oscurò per porci sopra il suo marchio con le iniziali.
 


La griglia originale era quella delimitata dai punti ABCD. Successivamente venne ingrandita, per permettere l'inserimento di un maggior numero di dettagli e di particolari che, altrimenti, sarebbero stati tagliati fuori. I corrispondenti punti che delimitano la nuova griglia sono A'B'C'D'.
Vediamo come avviene la distorsione: un quadrato posto in A giungerebbe in B ingrandito di 4 volte, in C ingrandito di 16 volte, in D di 64 volte, e tornerebbe in A ingrandito di ben 256 volte. Naturalmente, sarebbe stato impossibile per Escher riprodurre tutti gli stadi di ingrandimento, così rappresentò soltanto i primi due livelli. La base della galleria si ingrandisce prima passando da A' a B', e poi ancora da B' a C'. Allo stesso modo, il quadro con cui l'artista attira la nostra attenzione si ingrandisce passando da B a C e poi da C a D, dopodiché si confonde con la galleria stessa, compenetrandosi con essa a formare un tutt'uno.