EVOLUZIONE
HENRY MILLER, TROPICO DEL CAPRICORNO, MONDADORI, MILANO 1991, PP. 133-134 (disegno di Martina Recchiuti)



Da quel giorno imparai con la velocità di un fulmine. E voi parlatemi di adattamento.
All'età di dieci anni avevo vissuto tutta quanta la teoria dell'evoluzione. Ed eccomi lì, ad evolvermi per tutte le fasi della vita animale eppure incatenato a questa creatura primitiva chiamata mia "sorella" la quale era evidentemente un essere primitivo e che mai e poi mai, nemmeno all'età di novantanni, sarebbe arrivata a capire l'alfabeto. Invece di crescere come un albero schietto, io cominciai a piegarmi d'un lato, senza alcun rispetto per la legge di gravità. Invece di mettere membra e foglie, sviluppavo finestre e torri.

Tutto l'essere, crescendo, si pietrificava, e più crescevo, più sfidavo la legge della gravità. Ero un fenomeno nel bel mezzo del paesaggio, ma un fenomeno che attraeva la gente e sollecitava l'elogio. Se la madre che ci mise al mondo avesse compiuto un altro piccolo sforzo, magari sarebbe venuto al mondo un bel bufalo bianco e tutti e tre ci saremmo installati in un museo, protetti per tutta la vita.
Le conversazioni che avvenivano fra la torre pendente di Pisa, il palo della flagellazione, la macchina sbuffante e il pterodattilo in carne umana erano, a dir poco, piuttosto strane. Tutto poteva diventare argomento di conversazione, una briciola trascurata da mia "sorella" nel pulire la tovaglia, o la giubba multicolore di Giuseppe che, nel cervello sartoresco del vecchio, poteva essere a doppio petto, o un tight o una marsina.

Se venivo dai laghetto gelato, dove ero stato a pattinare tutto il giorno, l'importante non era l'ozono che avevo respirato gratis, né le circonvoluzioni geometriche che mi rafforzavano i muscoli, ma la macchiolina di ruggine sotto le grappe che, se non raschiata immediatamente, avrebbe potuto deteriorare tutto quanto il pattino e provocare la dissoluzione di un qualche valore pragmatico che era incomprensibile al mio prodigo modo di pensare.
Questa macchiolina di ruggine, per fare un esempio terra terra, poteva produrre i più allucinanti effetti. Forse la "sorella," cercando la latta del petrolio, avrebbe rovesciata la giara delle prugne che stavano cuocendo, e perciò messo in pericolo le nostre vite rubandoci le calorie necessarie per il pasto dell'indomani.