GIOCHI, QUIZ ED ENIGMI MATEMATICI


GIOCO: Qualsiasi attività liberamente scelta a cui si dedichino, singolarmente o in gruppo, bambini e adulti senza altri fini immediati che la ricreazione e lo svago, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive.

Questa definizione mette in risalto le valenze positive del gioco, sottolineando come anche un’occupazione piacevole di questo genere consenta di rafforzare e di affinare le potenzialità del corpo e della mente.
Inoltre, sottolinea le due condizioni basilari che permettono di distinguere il gioco da altre attività umane:
– la libera scelta (possiamo stabilire autonomamente quando iniziare e quando interrompere un gioco);
– la finalità di puro divertimento (ci mettiamo a giocare con l’obiettivo principale di trascorrere un po’ di tempo in modo piacevole).

Un’attività di gioco non è individuata quindi dal tipo di azioni che compiamo, ma dalle condizioni in cui le svolgiamo.
Ad esempio, se ci costringessero a correre, avanti e indietro, per più di un’ora, all’interno di uno spazio limitato, giudicheremmo crudele e massacrante una simile imposizione.
Tante persone in tutto il mondo però, si divertono a svolgere un esercizio del genere ... quando decidono di disputare una partita a pallone.


QUIZ ED ENIGMI

Esiste una diffusa tendenza a confondere i significati di tali termini.
Entrambi richiedono di trovare una risposta corretta a una determinata domanda. Le loro rispettive impostazioni, però, presentano differenze sostanziali.

Enigma, sia in ambito linguistico che logico–matematico, è un problema ludico contenente nel proprio enunciato (in forma dissimulata) tutte le indicazioni necessarie per poter essere risolto.
Una domanda come: «Quanti fagioli ci sono in questo barattolo?» non può essere considerata un enigma.
Nella sua formulazione, infatti, non è contenuto alcun elemento che consenta di giungere logicamente, e in maniera univoca, alla soluzione esatta. In casi del genere, l’unica strada da percorrere è quella di tirare a indovinare, sperando nella fortuna.
Neppure una domanda del tipo "Come si chiamava la madre di Giuseppe Garibaldi" può essere ritenuto un enigma.
È vero che, in tale situazione, non si è obbligati a rispondere a caso, ma si può tentare di rievocare una nozione scolastica. Però, una proposizione del genere, come la precedente, non contiene alcun elemento che consenta di ricavare la soluzione, in maniera razionale.

In definitiva, l’attività richiesta per rispondere a un quiz stimola solo la memoria, mentre la soluzione di un vero enigma riesce a sollecitare diverse altre funzioni cerebrali.
È vero altresì che la memoria è l’attitudine più importante della nostra mente ... senza di essa, saremmo costretti ad acquisire ogni volta, da capo, anche le nozioni più elementari.


Di seguito alcuni esempi di enigmi proposti a scuola. Sono suddivisi in cinque tipologie:


LOGICA E PROBABILITA'

--> Tre quarti d'ora
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La vecchia fattoria
-->
Le tre porte
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I due villaggi
--> I tre assaggiatori
--> I tre amici




PENSIERO LATERALE

--> Tra due treni
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Il codice segreto
-->
I tre numeri
-->
Gilberto e l'ascensore
-->
Strappa le pagine
-->
La lumaca scalatrice

Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l'osservazione del problema da diverse angolazioni.
Mentre una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema a partire dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione.